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Aprile non poteva concludersi che così: con la realizzazione di un sogno.
Essere nel backstage di Jovanotti, donargli una mia opera, parlargli, guardarlo negli occhi…
E poi assistere – per la seconda volta quest’anno – al suo concerto, che è molto più di uno spettacolo: è un inno alla vita, all’amore, all’amicizia, alla pace.
E lui… pensavo fosse un fenomeno. Lo è, ma è anche molto di più.
La sua dolcezza è disarmante, la serenità che trasmette è luce pura.
Un’anima bella.
Un’emozione che le parole non riescono a contenere.